La parola della croce: l'itinerario paradossale della sapienza divina in 1Cor 1,18-3,4

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di Maria Teresa Giordano

Tesi Gregoriana Teologia 180

2010, pp. 302

La pericope che, all’interno di 1Cor 1–4, Paolo dedica alla Parola della Croce e all’esposizione sulla sapienza divina (1,18–3,4) sul piano metodologico, rappresenta uno degli scritti più emblematici del suo modo di riflettere

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di Maria Teresa Giordano

Tesi Gregoriana Teologia 180

2010, pp. 302

Ciò lo evinciamo dal modo di trattare il problema delle liti sorte all’interno della comunità di Corinto a proposito degli apostoli (1,10-17). Invece di rispondere immediatamente, dicendo che gli apostoli non sono che dei servi di Dio e della comunità (3,5), egli traspone la replica: dal luogo naturale che sarebbe 1,18, a 3,5 dopo un silenzio sulla tematica ecclesiale di ben due capitoli. Varie risposte sono state date dagli interpreti, fino a vedere in porzioni della sezione (1Cor 2) una digressione. Il presente contributo attraverso lo studio del piano retorico paolino mostra che la pericope teo-cristo-pneumatologica di 1,18–3,4 costituisce un insieme testuale organico, saldamente allacciato in ogni sua parte, la cui funzione è quella di fornire ai corinzi, e ai cristiani di ogni tempo, i fondamenti della riflessione ecclesiologica. L’evento Cristo nella sua esplicitazione paradossale costituisce l’origine (ge,noj) dell’identità  dei credenti (1,26) e il fondamento (qeme,lioj) della loro unità ecclesiale (3,11). Il metodo paolino in altre parole è piramidale, il vertice spiega la base: mediante la sua cristologia che nella presente porzione di testo appare come la condensazione inaudita del progetto salvifico del Padre, l’Apostolo mira a fondare il tracciato di ogni campo teologico.

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