Potestà sacramentale e potestà di governo nel primo millennio

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Esercizio di esse e loro distinzione

di Roberto Interlandi

Tesi Gregoriana Diritto Canonico 103

2016, pp. 734

Nonostante l'assenza di una scienza canonista, per tutto il I millennio, fino al concilio Lateranense II (1139), nella coscienza pratica della Chiesa, è riscontrabile la distinzione tra una potestà di governo e una potestà sacramentale.

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Nel primo millennio.

Esercizio di esse e loro distinzione

di Roberto Interlandi

Tesi Gregoriana Diritto Canonico 103

2016, pp. 734

Nonostante l'assenza di una scienza canonista, per tutto il I millennio, fino al concilio Lateranense II (1139), nella coscienza pratica della Chiesa, sia in Oriente che in Occidente, seguendo un metodo storico-canonistico in prospettiva interdisciplinare, è riscontrabile sotto vari profili la distinzione tra una potestà di governo e una potestà sacramentale. la prima era caratterizzata da un'ampia partecipabilità ad essa dei laici, dal carattere di gradualità, di "ammissibilità" anche a causa delle violazioni delle norme di competenze territoriale che ne rendevano l'esercizio semplicemente impossibile; la seconda invece da una radicale esclusione dei laici, dalla non graduabilità, dall' "inammissibilità" conseguente all'indelebilità del sacramento dell' Ordine da cui essa è originata, cosicché essa seguiva sempre e ovunque la persona del ministro ordinato, e gli atti sacramentali venivano riconosciuti validi anche se posti in violazione di competenza. Nella coscienza ecclesiale, inoltre, la distinzione delle due potestà appare riconducibile alla loro diversa origine: l'una sacramentale, l'altra extra-sacramentale.

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