La fede in Teresa d'Avila

Nuovo

di Edvard Punda

Tesi Gregoriana Teologia 187

2011, pp. 336

La fede in Teresa d’Avila è l’argomento nonché il punto di partenza di questo lavoro.

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di Edvard Punda

Tesi Gregoriana Teologia 187

2011, pp. 336

A partire dagli scritti in cui la Santa d’Avila testimonia las mercedes que el Señor me ha hecho, il suo vissuto della fede, si è reso evidente come Teresa vive e riflette la sua storia come un locus dell’agire di Dio, intende cioè la vita umana come storia della salvezza (I,1). La fede di/in Teresa è vissuta e pensata per una mistica che, nell’unità tra l’affectus, l’intellectus e la confessio fidei diventa fonte e forma della sua conoscenza (I,2). La (dottrina della) fede in Teresa nasce e si attua nell’orazione come rivelazione dell’amore di Dio-Amico che invita l’uomo a un tratar de amistad con quien sabemos nos ama (I,3). L’orazione intesa così è un locus theologicus e il circolo ermeneutico dal quale si coglie e che rende comprensibile tutto il contenuto della fede in Teresa. La sua dottrina a partire dall’esperienza è presentata in quattro prospettive (teologico-trinitaria, cristologica, antropologica ed ecclesiologica) il cui dinamismo contiene tutta la complessità della fede in Teresa d’Avila che per questo può essere definita come evento in cui Dio Uno e Trino (II,1) si dona in Gesù Cristo (II,2) all’uomo, operando la salvezza e rendendolo così una creatura nuova (II,3), capace di vivere/confessare la vida nueva nella Chiesa (II,4). Questo modello non è solo una struttura in cui la Santa d’Avila ha vissuto e pensato la sua fede, ma può essere un paradigma per ogni teologia della fede.

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