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Gregorianum 2019 Fasc. 3

Solo online

02 - Malavasi Giulio - Dupont Anthony - Imitazione o trasmissione dei peccati - pp. 487-519

Nuovo

GIULIO MALAVASI – ANTHONY DUPONT
Imitazione o trasmissione dei peccati dei padri nei figli?
Dibattiti teologici sul concetto veterotestamentario di
peccata patrum nella controversia pelagiana


RIASSUNTO
Il presente articolo indaga il concetto veterotestamentario di peccata patrum (Es
20,5; Dt 24,16; Ez 18,1-4.20) all’interno del contesto della controversia pelagiana: in
che modo i diversi protagonisti di questo dibattito si sono posti di fronte al concetto
dei «peccati dei padri», a partire da una prospettiva biblica, e le loro rispettive posizioni
ermeneutiche si sono poste in continuità o in discontinuità rispetto alla precedente
tradizione patristica? Sono state prese in esame tre posizioni nella controversia pelagiana: (1) la cosiddetta pars pelagiana; (2) Agostino; e (3) Girolamo. È nostra
intenzione mostrare che – nonostante evidenti differenze dottrinali – gli autori pelagiani
e Girolamo, uno dei loro più accaniti avversari, concordano vicendevolmente e
con la precedente esegesi patristica dei peccata patrum. Girolamo e i suoi avversari
pelagiani ritengono che i bambini non siano puniti a motivo dei peccati dei loro progenitori,
ma in quanto hanno imitato, individualmente e volontariamente, i peccati dei
loro antenati. Una simile interpretazione si ritrova anche nei trattati anti-manichei e
anti-donatisti di Agostino, che precedono la controversia pelagiana. Tuttavia, in seguito
al coinvolgimento nella disputa con i pelagiani, Agostino cambia la sua posizione:
la solidarietà con Adamo, il primo uomo, è il motivo per cui i bambini sono e devono
essere puniti per i peccati dei genitori. Quest’aspetto costituisce l’anima della dottrina
agostiniana del peccato originale contro i pelagiani. Non è l’imitazione individuale,
ma la generazione collettiva (tutti gli uomini sono stati procreati e nascono nel peccato
di Adamo) a causare la punizione dei bambini per i peccati dei loro progenitori.
Talvolta Agostino legge i peccata patrum come una specifica applicazione del peccato
originale, altre volte come un’ulteriore conseguenza della pena dovuta alla caduta di
Adamo. Mentre Agostino sistematizza la sua riflessione sul peccato originale, un’interpretazione
nuova e senza precedenti dei peccata patrum viene introdotta nella storia
della teologia e dell’esegesi patristica.
Parole chiave: peccata patrum; Agostino; Girolamo; pelagiani; Es 20,5; Dt 24,16; Ez
18,1-4

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Imitazione o trasmissione dei peccati dei padri nei figli?
Dibattiti teologici sul concetto veterotestamentario di
peccata patrum nella controversia pelagiana


RIASSUNTO
Il presente articolo indaga il concetto veterotestamentario di peccata patrum (Es
20,5; Dt 24,16; Ez 18,1-4.20) all’interno del contesto della controversia pelagiana: in
che modo i diversi protagonisti di questo dibattito si sono posti di fronte al concetto
dei «peccati dei padri», a partire da una prospettiva biblica, e le loro rispettive posizioni
ermeneutiche si sono poste in continuità o in discontinuità rispetto alla precedente
tradizione patristica? Sono state prese in esame tre posizioni nella controversia pelagiana: (1) la cosiddetta pars pelagiana; (2) Agostino; e (3) Girolamo. È nostra
intenzione mostrare che – nonostante evidenti differenze dottrinali – gli autori pelagiani
e Girolamo, uno dei loro più accaniti avversari, concordano vicendevolmente e
con la precedente esegesi patristica dei peccata patrum. Girolamo e i suoi avversari
pelagiani ritengono che i bambini non siano puniti a motivo dei peccati dei loro progenitori,
ma in quanto hanno imitato, individualmente e volontariamente, i peccati dei
loro antenati. Una simile interpretazione si ritrova anche nei trattati anti-manichei e
anti-donatisti di Agostino, che precedono la controversia pelagiana. Tuttavia, in seguito
al coinvolgimento nella disputa con i pelagiani, Agostino cambia la sua posizione:
la solidarietà con Adamo, il primo uomo, è il motivo per cui i bambini sono e devono
essere puniti per i peccati dei genitori. Quest’aspetto costituisce l’anima della dottrina
agostiniana del peccato originale contro i pelagiani. Non è l’imitazione individuale,
ma la generazione collettiva (tutti gli uomini sono stati procreati e nascono nel peccato
di Adamo) a causare la punizione dei bambini per i peccati dei loro progenitori.
Talvolta Agostino legge i peccata patrum come una specifica applicazione del peccato
originale, altre volte come un’ulteriore conseguenza della pena dovuta alla caduta di
Adamo. Mentre Agostino sistematizza la sua riflessione sul peccato originale, un’interpretazione
nuova e senza precedenti dei peccata patrum viene introdotta nella storia
della teologia e dell’esegesi patristica.
Parole chiave: peccata patrum; Agostino; Girolamo; pelagiani; Es 20,5; Dt 24,16; Ez
18,1-4

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