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Gregorianum 2020 - Fasc. 1

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05 - Pavulraj Michael - The dynamics of "demandar lo que quiero y deseo" - pp. 75-97

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Pavulraj Michael

The dynamics of "demandar lo que quiero y deseo" in the key meditations of the spiritual exercises 

RIASSUNTO

La grazia «quello che voglio e desidero» che l’esercitante riceve da Cristo è vista come attività continua di Cristo e come opera di Cristo non solo per dare doni e grazie, ma anche con il fine di dare se stesso (SE 234). La preghiera preparatoria di ogni meditazione chiede «la grazia che tutte le mie intenzioni, azioni e attività siano puramente ordinate a servizio
e lode di sua divina maestà» (SE 46). Ciò orienta l’esercitante in un senso generale. Il (secondo o) terzo preludio ignaziano (demandar lo que quiero y deseo) specifica questa richiesta generale di «chiedere una grazia definita che varia con la meditazione particolare».
L’esercitante deve pregare per «quello che voglio e desidero» (SE 48). Egli chiede: «gioia con Cristo gioioso» (SE 48), «pena, lacrime e tormento con Cristo tormentato» (SE 48), «grande e intenso dolore e lacrime per i miei peccati» (SE 55), «sentimento interiore della pena che soffrono i dannati» (SE 65), «non sia sordo alla sua chiamata, ma pronto e diligente nel compiere la sua santissima volontà» (SE 91), «conoscenza interiore del nostro Signore» (SE 104), «conoscenza degli inganni del cattivo capo… e conoscenza della vita vera… e grazia per imitare Cristo» (SE 139), «mi ottenga da suo Figlio e Signore la grazia di essere ricevuto sotto la sua bandiera» (SE 147), «la grazia per scegliere quello che più sia a gloria di sua divina maestà e salvezza dell’anima mia» (SE 152), «dolore, dispiacere e confusione, perché per i miei peccati il Signore va alla passione» (SE 1 93), «la grazia per rallegrarmi e godere intensamente di tanta gloria e gioia di Cristo nostro Signore» (SE
221) e «conoscenza interna di tanto bene ricevuto» (SE 233). «Quello che voglio e desidero » costituisce il preludio in cui l’esercitante in linea con i desideri più profondi del suo vero io, elimina gli affetti e le deformità soggettive, riduce i propri orientamenti personali e promuove la sua crescita in maniera sempre maggiore. 

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The dynamics of "demandar lo que quiero y deseo" in the key meditations of the spiritual exercises 

RIASSUNTO

La grazia «quello che voglio e desidero» che l’esercitante riceve da Cristo è vista come attività continua di Cristo e come opera di Cristo non solo per dare doni e grazie, ma anche con il fine di dare se stesso (SE 234). La preghiera preparatoria di ogni meditazione chiede «la grazia che tutte le mie intenzioni, azioni e attività siano puramente ordinate a servizio
e lode di sua divina maestà» (SE 46). Ciò orienta l’esercitante in un senso generale. Il (secondo o) terzo preludio ignaziano (demandar lo que quiero y deseo) specifica questa richiesta generale di «chiedere una grazia definita che varia con la meditazione particolare».
L’esercitante deve pregare per «quello che voglio e desidero» (SE 48). Egli chiede: «gioia con Cristo gioioso» (SE 48), «pena, lacrime e tormento con Cristo tormentato» (SE 48), «grande e intenso dolore e lacrime per i miei peccati» (SE 55), «sentimento interiore della pena che soffrono i dannati» (SE 65), «non sia sordo alla sua chiamata, ma pronto e diligente nel compiere la sua santissima volontà» (SE 91), «conoscenza interiore del nostro Signore» (SE 104), «conoscenza degli inganni del cattivo capo… e conoscenza della vita vera… e grazia per imitare Cristo» (SE 139), «mi ottenga da suo Figlio e Signore la grazia di essere ricevuto sotto la sua bandiera» (SE 147), «la grazia per scegliere quello che più sia a gloria di sua divina maestà e salvezza dell’anima mia» (SE 152), «dolore, dispiacere e confusione, perché per i miei peccati il Signore va alla passione» (SE 1 93), «la grazia per rallegrarmi e godere intensamente di tanta gloria e gioia di Cristo nostro Signore» (SE
221) e «conoscenza interna di tanto bene ricevuto» (SE 233). «Quello che voglio e desidero » costituisce il preludio in cui l’esercitante in linea con i desideri più profondi del suo vero io, elimina gli affetti e le deformità soggettive, riduce i propri orientamenti personali e promuove la sua crescita in maniera sempre maggiore. 

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