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01 - Gidi Marcelo S.J. - Lo statuto penale del minore - pp. 1-34

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Marcelo Gidi, S.J.
LO STATUTO PENALE DEL MINORE
NEL CAN. 1395 §2:
ANALISI CRITICA ALLA LUCE DEI PRESUPPOSTI DOTTRINALI DELLA TEORIA PENALE DEL BENE GIURIDICO

Sommario
Non c’è modo migliore per proteggere un minore che riconoscere
la sua identità di persona. La lotta che la Chiesa
sta conducendo contro il flagello degli abusi sessuali contro
i minori da parte del clero dovrebbe guidare il legislatore a
rivedere e riformare tutte le norme in questo settore. Questo
articolo si occupa dell’analisi degli attuali regolamenti penali,
in particolare il can. 1395 §2, e lo fa a partire dai principi ecclesiologici
e antropologici che devono essere considerati da
parte del legislatore quando stabilisce gli elementi costitutivi
del reato ecclesiastico.
Una delle tesi centrali che cercheremo di dimostrare è che,
nella Chiesa, interpretando rigorosamente le norme in questa
materia, non è tipizzato il delitto di abuso sessuale sui minori, o
se lo è, non lo è in modo coerente. Si rende necessaria, quindi,
una modifica dell’attuale normativa alla luce della dottrina del
bene giuridico protetto più in linea con la missione della Chiesa.
Ciò significa abbandonare l’esclusiva considerazione del
celibato nel crimine di can. 1395 §2 e considerare in primis la
dignità del minore come bene da proteggere..
Parole-chiave: bene giuridico; tipizzazione; crimine; abuso
sessuale; celibato; dignità; clero; minori; protezione.

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Marcelo Gidi, S.J.
LO STATUTO PENALE DEL MINORE
NEL CAN. 1395 §2:
ANALISI CRITICA ALLA LUCE DEI PRESUPPOSTI DOTTRINALI DELLA TEORIA PENALE DEL BENE GIURIDICO

Sommario
Non c’è modo migliore per proteggere un minore che riconoscere
la sua identità di persona. La lotta che la Chiesa
sta conducendo contro il flagello degli abusi sessuali contro
i minori da parte del clero dovrebbe guidare il legislatore a
rivedere e riformare tutte le norme in questo settore. Questo
articolo si occupa dell’analisi degli attuali regolamenti penali,
in particolare il can. 1395 §2, e lo fa a partire dai principi ecclesiologici
e antropologici che devono essere considerati da
parte del legislatore quando stabilisce gli elementi costitutivi
del reato ecclesiastico.
Una delle tesi centrali che cercheremo di dimostrare è che,
nella Chiesa, interpretando rigorosamente le norme in questa
materia, non è tipizzato il delitto di abuso sessuale sui minori, o
se lo è, non lo è in modo coerente. Si rende necessaria, quindi,
una modifica dell’attuale normativa alla luce della dottrina del
bene giuridico protetto più in linea con la missione della Chiesa.
Ciò significa abbandonare l’esclusiva considerazione del
celibato nel crimine di can. 1395 §2 e considerare in primis la
dignità del minore come bene da proteggere..
Parole-chiave: bene giuridico; tipizzazione; crimine; abuso
sessuale; celibato; dignità; clero; minori; protezione.

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